Sette capacità che un freelance dovrebbe avere

Il lavoro da freelance ha senza dubbio molti vantaggi, primo fra tutti una maggiore libertà rispetto a un lavoro dipendente. È però un errore comune pensare che la questione si limiti a non dover sottostare alle decisioni di un capo e che in poco tempo il proprio lavoro frutti come si desidererebbe.

In realtà, le problematiche e le questioni da affrontare sono molte e varie, e se è vero che si può essere più autonomi nelle decisioni, ciò comporta la necessità di dover coprire contemporaneamente diversi ruoli e svolgerli tutti al meglio.

Qui di seguito alcune doti e capacità che un freelance dovrebbe avere per arrivare a un certo successo lavorativo.

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1 – Essere competenti nel proprio lavoro

La competenza è alla base di un successo lavorativo. Non si inventa e non si acquisisce né dalla sola passione, né soltanto dagli studi che si sono fatti. Oltre a una conoscenza teorica c’è bisogno di un’abilità pratica, che il più delle volte si può raggiungere solo “sul campo”, con il tempo. La competenza è la capacità di trasferire tali conoscenze e abilità in situazioni differenti. Cresce facendo, magari anche sbagliando e impiegando tempo a capire come migliorarsi. Ovviamente per orientarsi nel modo migliore in un determinato campo, giocano un ruolo fondamentale anche attitudini personali e motivazione.

2 – Avere buone doti comunicative

Saper comunicare è davvero molto importante, e intendo una comunicazione efficace, che implichi chiarezza, non lasci spazio a fraintendimenti, sia rispettosa, coerente, volta a creare un rapporto che, anche se lavorativo, non annulli né il cliente né noi stessi come persona, apra a un dialogo, crei collaborazione, dia libertà di espressione. E ci si augura che questo avvenga da entrambe le parti.

3 – Sapersi organizzare e gestire

Saper organizzare il proprio lavoro implica saper gestire bene gli impegni, rispettare le scadenze, garantire affidabilità ai clienti, ma anche calcolare bene tempi ed energie. È innanzitutto necessario conoscere i propri limiti e saper mettere sul piatto della bilancia anche le proprie necessità. Da non sottovalutare il fatto che, al tempo da dedicare al lavoro in sé per sé, chi lavora in autonomia deve occuparsi di molti aspetti. La contabilità, per esempio, e anche il modo migliore per promuoversi, trovare i giusti canali per ampliare la propria clientela, progettare, mantenere contatti con clienti e collaboratori, magari tenere un blog o usare i canali social per dar visibilità alla propria attività. Anche questo è tempo da considerare per una buona organizzazione del lavoro. Anche cercare di rispettare orari e di far rispettare agli altri il proprio tempo libero rientra nel sapersi organizzare e gestire. Un’organizzazione insomma “intelligente”, efficace, del proprio lavoro, che contempli anche il mantenere la calma in quei momenti in cui si è oberati di impegni e di scadenze, ma anche saper sfruttare al meglio i tempi morti, magari curando quegli aspetti che si rimandano sempre o da dedicare all’aggiornamento.

4 – Curare i propri clienti

Con la cura per i clienti intendo sia i clienti con i quali si sta lavorando al momento, sia quelli con cui si è lavorato in passato. Significa saper creare rapporti sinceri, basati su una buona comunicazione e un rispetto reciproco, far capire all’altro che non lo si vede solo come una risorsa economica, ma soprattutto come una persona. Non è necessario creare rapporti d’amicizia, ma amichevoli, considerare e trattare il cliente come noi vorremmo essere considerati e trattati dagli altri. La cura del cliente significa anche essere flessibili, avere una mentalità aperta, accettare le critiche, ma sempre sulla base di un rapporto chiaro, rispettando ciò che compete all’uno e all’altro.

5 – Accrescere le proprie conoscenze

Un freelance non può mai pensare di “essere arrivato” perché c’è sempre qualcosa da imparare. È infatti necessario tenersi aggiornati, approfondire, conoscere le novità e nuovi aspetti che rientrano nel proprio campo lavorativo. In una parola, il freelance deve essere curioso. Corsi, webinar, letture, ma anche osservare ciò che accade intorno a sé, come si evolve il mercato, quali sono le ultime novità nel settore e anche conoscere e seguire persone che lavorano nel proprio stesso ambiente. Una formazione continua, anche nei periodi in cui il lavoro scarseggia, anzi soprattutto in questi momenti. Da considerare poi che la maggior parte dei lavori da freelance spaziano su vari aspetti e che quindi è importante avere mente e occhi sempre aperti su più piani.

6 – Riconoscere il proprio valore

Non c’è cosa che dà più fastidio ai freelance (almeno a me dà fastidio) vedere il mercato pullulare di persone che, pur di accaparrarsi un lavoro, si fanno sottopagare. E quando dico sottopagare, intendo cifre davvero ridicole, che non possono nemmeno in parte ricompensare un lavoro che, chi lo svolge, sa bene quanto tempo ed energia richieda. Credo che domandarsi se i propri compensi siano equi sia capitato a tutti i freelance, sopratutto quando, appunto, ci si imbatte in persone che offrono il proprio lavoro a cifre ridicole. Avere un’equilibrata percezione di sé e delle proprie capacità è davvero cosa difficile, ma credo che con un po’ di esperienza (e di umiltà) si possa arrivare a comprenderlo.

Nel corso della propria attività di freelance capiterà sempre la situazione in cui un rapporto con un cliente non funziona, che non si riesca a soddisfarlo e – anche – che si facciano degli errori, ma ciò non deve essere la base sulla quale valutare le proprie capacità né, dall’altro verso, bisogna essere così pieni di sé da sottovalutare le critiche e i risultati. È invece importante riconoscere (o imparare a riconoscere) le proprie capacità e il valore del proprio lavoro, così come è altrettanto importante rendersi conto delle proprie mancanze, delle proprie difficoltà, di ciò che è necessario ancora approfondire, che cosa è necessario modificare. Da non dimenticare che comunque dagli errori si impara sempre moltissimo.

Svendersi non va mai bene, anche se, si sa, almeno agli inizi, fin quando non si è acquisita una certa professionalità e sicurezza, è necessario adattarsi un po’. Questo però solo all’inizio. Se la qualità c’è, è importante che anche il cliente lo riconosca. Spesso non esiste un tariffario preciso per i freelance e il mercato è ampio e richiede competenze diverse, talvolta difficilmente quantificabili in denaro, quindi muoversi non è facile, ma ciò non deve interferire con il riconoscimento del valore del proprio lavoro. Avere dei feedback è sempre positivo e credo valga sempre la pena chiedere a un cliente se il proprio lavoro lo ha soddisfatto. È importante per capire in cosa migliorarsi e anche quali sono gli aspetti su cui si può puntare.

7 – Imparare a dire di no

Per molti freelance dire di no a un lavoro rimane difficile. Eppure è importante imparare a farlo e per diversi motivi, innanzitutto per organizzarsi al meglio. Dire di sì a qualsiasi impegno può infatti mandare all’aria oppure non far svolgere nel modo più soddisfacente incarichi già presi, mettendo a rischio la propria affidabilità agli occhi dei clienti presenti e futuri. C’è poi da dire che un freelance dovrebbe saper contrattare, saper far valere le proprie ragioni, far rispettare le sue competenze, essere insomma fermo ma nello stesso tempo flessibile. Spesso si pensa che, dicendo di no a un cliente o contraddicendo le sue richieste, magari proponendo soluzioni alternative, si perderanno occasioni e ovviamente guadagni; in realtà questo è un atteggiamento che rispecchia professionalità e serietà, di cui un cliente non dovrebbe che essere contento.

Sapere infatti che non si ha l’abitudine di trascurare lavori già presi per infilarci a forza altri impegni, oppure non accettare un incarico perché si crede di non saperlo svolgere al meglio, può indicare la nostra affidabilità e che abbiamo a cuore la nostra clientela, così come proporre alternative può dar modo di far intendere la nostra competenza. Altra qualità che un freelance dovrebbe possedere è quella di saper gestire bene i compromessi. Si potrebbe infatti verificare il caso che si debba dire di no a un cliente nell’immediato o per un progetto specifico, ma ciò non comporta l’esclusione di collaborazioni future. Imparare a dire di no, insomma, ha a che fare sia con il sapersi organizzare, ma anche con il saper riconoscere il proprio valore e anche con il saper comunicare in modo efficace.

Alessandra Buschi