Perché gli smartphone hanno vinto?

Quando hanno iniziato a diffondersi gli smartphone, Web Crew era già attiva da vari anni. Tra gli altri servizi che fornivamo, naturalmente, c’era anche anche lo sviluppo di siti web. Il successo degli smartphone per noi è stato una discreto problema. Perché fare siti in grado di essere navigati da schermi di dimensioni diverse non era affatto semplice.

Tuttavia, nel giro di poco tempo, gli utenti hanno deciso che volevano navigare da qualsiasi punto del globo, su strumenti di qualsiasi formato, e hanno preteso un’esperienza di navigazione ottimale sia sul micro cellulare di sottomarca che sull’ultimo mega pc fisso della Apple. Ciò ha costretto i web designer a restare chiusi a sviluppare codice in uno sgabuzzino per giorni, in modo da permettere alla zia Maria di guardare i siti di gossip dalla lavatrice di casa sua.

Poi, grazie a Dio, il settore si è organizzato e oggi gran parte dei siti sono responsive di default.

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Quando una evoluzione tecnologica si afferma, si corre il rischio di pensare che tale evoluzione sia naturale, che è scontato che le cose siano andate come sono andate. Ma non è mai così. Ogni cosa ha un senso, ogni cosa un significato. Il fatto che abbiamo deciso che ci piace navigare utilizzando un piccolo schermo in cui si vede tutto peggio non è “naturale”. Poteva andare diversamente.

Ciò che mi ha sempre sorpreso, infatti, non è tanto la diffusione degli smartphone in sé. Da un punto di vista pratico la vittoria degli smartphone è facilmente spiegabile. I cellulari si erano, infatti, già affermati prima della diffusione degli smartphone. Quando poi c’è stata la possibilità tecnologica di produrre cellulari in grado di navigare, tutti hanno voluto i nuovi modelli. Gli smartphone sono, indubbiamente, più comodi, più funzionali, più utili, rispetto ai vecchi cellulari.

Ciò che è sorprendente è, invece, l’utilizzo massivo che gli utenti ne fanno per qualsiasi attività legata alla navigazione. E questo non è un fenomeno banale. Per valutare un acquisto, ad esempio, si potrebbe ritenere più comodo utilizzare il PC. Stesso dicasi per la visione di film e video. Ma non è andata così.

Ricordo chiaramente lo stupore nel vedere il traffico da desktop del sito della nostra agenzia di marketing perdere quote sempre più consistenti in favore di quello da mobile. Il nostro è un sito in cui gli utenti vengono sostanzialmente o per acquistare servizi complessi o per leggere articoli. Due attività che sembrerebbe decisamente più comodo fare da PC.

Negli ultimi sei mesi il traffico di Web Crew da mobile è stato l’83,3% del totale. Siamo cioè arrivati al punto che il traffico da desktop può essere considerato irrilevante per molti business.

Lo smartphone non è più, da tempo, uno strumento di moda. E’ uno strumento sostanzialmente indispensabile. Se inizialmente comprarsi o no lo smartphone era infatti una scelta, oggi di fatto non lo è più. Sono talmente tante le cose che passano attraverso gli smartphone che non averlo, oggi, significherebbe vivere una vita “anomala” rispetto agli altri.

Il successo planetario degli smartphone deve avere, credo, una ragione profonda. E per capirla non bisogna tanto chiedersi come mai si sia diffuso, ma come mai viene preferito al PC per qualsiasi tipologia di attività e ricerca.

Sono convinto che la tecnologia di per sé non ci piaccia mica tanto e che, anzi, ne proviamo proprio repulsione. Perché è fredda, stancante, stupida. Ma poi la tecnologia comunque “vince” – e ci convince – perché è comodissima ed efficace.

Di fondo, tuttavia, la repulsione verso la tecnologia resta viva e orienta le nostre scelte. Per questo preferiamo strumenti tecnologici piccoli, a portata di mano, non invasivi, non minacciosi. Se possibile, oggetti tecnologici che non sembrino neanche tecnologici ma di uso quotidiano, come gli smartphone, o addirittura antropomorfi, come l’IA.