Come funziona l’algoritmo di Booking (secondo Booking)

Il sistema informatico che organizza i risultati di ricerca all’interno di Booking.com è uno dei più evoluti del web. La qualità e l’usabilità del sito dipendono infatti in gran parte dalla qualità del motore di ricerca interno. Posizionarsi bene all’interno di Booking è naturalmente fondamentale e ha un impatto diretto sul numero delle prenotazioni.

Il sistema di ranking di Booking è alimentato da strumenti di machine learning che ordinano e personalizzano ogni singola ricerca. Vale a dire che Booking addestra e sviluppa modelli evoluti sia per il ranking sia per le raccomandazioni, i consigli che appaiono in vari punti del sito. Come accade per tutti i principali algoritmi delle piattaforme più note al mondo, gli aggiornamenti sono frequenti e i nuovi modelli vengono rilasciati per tutti solo dopo verifiche e test A/B sugli utenti.

Ciò significa, lato host, che ciò che può garantire un buon posizionamento in un certo periodo potrebbe non funzionare più nel tempo.

Come credo sia chiaro già da queste prime righe introduttive, pensare all’algoritmo di Booking come a un unico sistema misterioso è riduttivo. Si tratta infatti di un insieme di modelli predittivi, di regole, di segnali e di sperimentazioni che restituiscono risultati in modo ordinato e con un’alta personalizzazione per ciascun utente. I risultati sono quindi variabili poiché dipendono dal tipo di ricerca, dal momento in cui viene effettuata e dalle informazioni che Booking ha su ogni utente: per fare solo qualche esempio, da dove si collega e qual è il suo comportamento usuale nella piattaforma.

Non esiste quindi un posizionamento fisso e assoluto, ma un posizionamento variabile in relazione a numerosi criteri.

Come funziona il ranking Booking

Le impostazioni di base per venire mostrati su Booking

Un altro elemento che vale la pena evidenziare subito è che le ricerche effettuate su Booking sono sempre strutturate per luogo e data. È impossibile quindi apparire se vengono effettuate ricerche per altre zone o in periodi in cui non si ha disponibilità. Garantire quindi un’ampia disponibilità in calendario, anche a lungo termine, è un prerequisito della visibilità sulla piattaforma.

Per questo è consigliabile aprire il calendario almeno per un anno ed evitare di impostare soggiorni minimi troppo lunghi. Un soggiorno minimo lungo, infatti, tende a chiudere un gran numero di notti tra una prenotazione e l’altra, con conseguente minore visibilità e minor numero di notti vendute.

Durante la ricerca dell’alloggio Booking permette inoltre di selezionare numerosi filtri, ad esempio la tipologia di appartamento, alcune dotazioni o la distanza dal centro. Lato host questo significa che la propria scheda deve essere accuratamente completata in modo tale da poter comparire tra i risultati del motore di ricerca nel momento in cui un utente seleziona dei filtri.

Una corretta impostazione della disponibilità e un’accurata selezione di dotazioni e caratteristiche sono per molti versi dei prerequisiti del posizionamento su Booking. Gestirli male comporta infatti il rischio di non uscire proprio per un gran numero di ricerche.

L’algoritmo di Booking, naturalmente, non è pubblico, per cui nessuno conosce esattamente il suo funzionamento. Ciò non toglie che sia possibile comprenderlo, almeno in parte e relativamente a ciò che è conveniente fare per vendere il maggior numero possibile di notti.

La SEO per Booking

“SEO” è il celebre acronimo che indica la professione di chi studia, ricerca e implementa strategie per posizionarsi su un motore di ricerca. La nostra agenzia di marketing, Web Crew, ha iniziato a occuparsi di SEO nel 2006, tra le prime in Italia, confrontandosi con quello che era, ed è ancora, il più complesso algoritmo di ranking: quello di Google.

Questa disciplina ha sempre presentato alcune difficoltà, in particolare perché gli algoritmi non sono noti, sono estremamente complicati e variano nel tempo, anche in modo radicale. I problemi con cui ci si confronta a proposito di Booking non sono quindi un’anomalia, ma sono di fatto delle costanti nel confronto con qualsiasi algoritmo evoluto.

Come fare quindi a comprenderne il funzionamento? Il primo passo, per molti versi, è partire dalle informazioni pubblicamente disponibili, tenendo sempre conto del fatto che tali indicazioni sono parziali e provengono da fonti per nulla disinteressate.

Con ciò voglio dire che limitarsi alle indicazioni date da questa o quella Big Tech sarebbe sicuramente limitante, proprio per la diversità degli obiettivi. Le piattaforme che rilasciano informazioni sui propri algoritmi lo fanno sempre nell’ottica di migliorare la propria qualità e, quindi, di spingere gli utenti verso buone prassi, talvolta faticose per gli utenti ma convenienti per la piattaforma. Chi fa SEO, invece, persegue esclusivamente il proprio obiettivo commerciale: posizionarsi il più in alto possibile su un determinato motore di ricerca.

Come posizionarsi su Booking secondo Booking

Il punto di partenza forse migliore per comprendere il funzionamento di Booking è la pagina How we work.

Questa pagina non nasce solo da una spontanea apertura dell’algoritmo da parte di Booking, ma soprattutto dagli obblighi europei di trasparenza introdotti dal Regolamento P2B e dal Digital Services Act. Booking resta libera di proteggere la formula della propria infrastruttura informatica, i pesi dei vari fattori di ranking e i segreti industriali, ma deve rendere comprensibili i principali parametri del ranking e indicare quando pagamenti o programmi commerciali possono influenzarlo.

In questa pagina vengono indicati tre parametri fondamentali:

Click-through rate (CTR): il numero di persone che cliccano su un determinato annuncio rispetto al numero di persone che lo visualizzano, le cosiddette impression.

Numero lordo di prenotazioni: il quantitativo complessivo di prenotazioni ricevute in un determinato periodo.

Numero netto di prenotazioni: il numero di prenotazioni al netto delle cancellazioni.

In sostanza, secondo queste indicazioni date da Booking, le strutture che ottengono maggiore visibilità per una determinata ricerca sono quelle i cui annunci, quando vengono mostrati, vengono frequentemente cliccati e che ricevono poi un alto numero di prenotazioni, con un numero contenuto di cancellazioni.

Subito dopo aver elencato questi tre elementi chiave, Booking aggiunge altre due importanti considerazioni.

La prima è che le tre metriche citate, CTR, numero di prenotazioni lorde e nette, dipendono a loro volta da un ampio ventaglio di fattori. Questi sono quelli che Booking cita esplicitamente: “i punteggi delle recensioni, la disponibilità, le condizioni, i prezzi, la qualità dei contenuti, ad esempio le foto, e altre caratteristiche”.

Per ogni host, quindi, il punto è comprendere quali elementi fanno aumentare il CTR e il tasso di prenotazione e, invece, diminuire il numero delle cancellazioni.

La seconda considerazione allarga ulteriormente i criteri di posizionamento, sottolineando che l’importo della commissione riconosciuta a Booking, modificabile grazie al Visibility Booster, l’iscrizione a Genius e al programma Partner Preferiti, influenzano il posizionamento. Oltre a ciò, Booking sottolinea anche che potrebbe preferire politiche di pagamento flessibili e semplici per l’utente.

Il collegamento tra maggiori commissioni e migliore visibilità non è soltanto dichiarato da Booking, ma è stato analizzato da diverse autorità antitrust. Il caso più importante è quello della CNMC spagnola, che nel 2024 ha sanzionato Booking per 413,24 milioni di euro nell’ambito di un più ampio accertamento di abuso di posizione dominante. In Italia, un procedimento del 2024 si è concluso con impegni da parte di Booking sulla trasparenza e sull’indipendenza dei programmi dalle tariffe praticate sugli altri canali, mentre una nuova istruttoria aperta nel 2026 sta valutando se i programmi Partner Preferiti inducano i consumatori a confondere una maggiore visibilità acquistata attraverso commissioni più elevate con una reale superiorità qualitativa.

Nella stessa pagina, altre informazioni interessanti riguardano il funzionamento dei suggerimenti. I suggerimenti sono di tre tipi:

  • Le destinazioni più richieste: suggerimenti di destinazioni che Booking afferma di selezionare sulla base delle prenotazioni di altri viaggiatori che hanno effettuato ricerche simili a quelle dell’utente.
  • Le case più amate dagli ospiti: quelle con un alto punteggio delle recensioni.
  • “Cerchi il soggiorno perfetto?”: una sezione apposita in cui Booking mostra strutture che potrebbero piacere all’utente, sempre sulla base di prenotazioni effettuate da utenti “simili”.

Parlando delle strutture suggerite, Booking specifica anche che i suggerimenti sono personalizzati per ogni singolo utente e che, oltre ai criteri già elencati, figurano anche la disponibilità, i punteggi relativi ai prezzi e i punteggi delle recensioni.

Qualche chiarimento utile viene dato anche relativamente alla valutazione della qualità, cioè un punteggio da 1 a 5 che Booking assegna a ogni alloggio basandosi su oltre 400 caratteristiche che rientrano in cinque aree principali:

  1. Ambiente, dotazioni e servizi.
  2. Come è composta la struttura, ad esempio dimensione e numero di camere.
  3. Numero e qualità delle foto.
  4. Punteggio medio delle recensioni, anche di alcuni sotto-punteggi, tra i quali l’unico menzionato è quello relativo alla pulizia.
  5. Dati cronologici relativi alle prenotazioni.

Altre indicazioni utili date da Booking

Oltre alla pagina How we work, Booking ha scritto vari articoli su come aumentare la propria visibilità sulla piattaforma nel Partner Hub. Nella pagina Search results, ranking and visibility, in particolare, Booking sintetizza cinque aspetti fondamentali per migliorare il ranking:

  1. Le conversioni: la percentuale di prenotazioni in relazione al numero di pagine viste. In sostanza, è una metrica che racchiude sia il CTR sia il numero di prenotazioni.
  2. L’Average Daily Rate (ADR): l’incasso medio per ogni stanza venduta. Questo dato, invece, non è menzionato nella pagina How we work e accende una spia interessante relativamente al pricing. Se Booking tiene conto dell’incasso medio, infatti, un’eccessiva diminuzione dei prezzi potrebbe in alcuni casi portare a una diminuzione della visibilità. Ciò non toglie, ovviamente, che in alcuni casi l’abbassamento del prezzo possa essere fondamentale per migliorare il CTR e il tasso di conversione.
  3. Cancellazioni: un dato già menzionato. L’aggiunta interessante di Booking, però, è che il tasso di cancellazione considerato è quello degli ultimi 90 giorni.
  4. Punteggio della pagina della struttura: è il punteggio complessivo assegnato da Booking a ogni struttura e dipende dalle foto, dalle descrizioni, dai servizi e dalle dotazioni. Per verificare il proprio punteggio, che deve essere naturalmente al 100%, bisogna andare nell’Extranet e cliccare su Struttura → Punteggio pagina della struttura.
  5. Punteggio delle recensioni.

Per aiutarvi a ricordare i principali fattori di posizionamento indicati in questo articolo, li ho raccolti in un’infografica che trovate a fine articolo. Vi ricordo anche che nel nostro shop trovate varie risorse utili (alcune gratuite) relative al mondo degli affitti brevi, tra cui il nostro libro “Identità, target e pricing dei B&B” che potete acquistare su Amazon.

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Fattori di ranking su Booking