Indicizzazione Diffusa: cos’è la Widespread Indexing
Fin dall’alba dei tempi nell’industria SEO si è utilizzato il lemma ‘indicizzazione‘ con estrema leggerezza.
Dando per scontato, come poi ancora oggi fanno tantissimi dei nostri clienti, che dell’indicizzazione fosse davvero interessante il ‘posizionamento’ della determinata pagina sui motori di ricerca.
Dove naturalmente per ‘motore di ricerca’ si intendeva e si intende ancora quello di Google, e dove per ‘posizionamento’ si intendeva e si intende ancora il ‘ranking‘ ottenuto dal documento nelle pagine di risultati offerte dall’algoritmo per una determinata keyword di ricerca.
Ecco, a pensarci bene, c’è qualcosa di più che andrebbe considerato, qualcosa di più profondo che non avevamo riconosciuto nella parola ‘indicizzazione’.
Certo. Arrivare secondi non piace a nessuno.
Nella seconda pagina dei risultati di Google, si diceva, puoi nasconderci un cadavere. Per intendere che non ci va nessuno.
Ma ciò che non avevamo sospettato, e che ampia parte dei nostri clienti sono ben lontani dal considerare, è il significato profondo che la parola ‘indicizzazione’ andava ad esprimere.
Quello che non avevamo capito dell’indicizzazione sui motori di ricerca
Dovremmo chiedere ai bibliotecari, agli archivisti, cosa non avevamo capito.
E che oggi, con prepotenza, viene a sconvolgere la sempre morente industria SEO, che fatica a mantenersi rilevante in un web in cui Google perde fette di mercato ogni anno che passa.

Si parla di ‘indicizzazione’ e di un sistema per indicizzare oggetti e documenti quando c’è un insieme di risorse enorme, all’interno del quale sarebbe impossibile muoversi se non ci fosse un sistema intelligente e intellegibile per discriminare, ordinare, catalogare le diverse risorse.
Pensate appunto ad un archivio.
Ma ecco il problema che si complica.
Finché era ‘solo’ Google l’archivio l’indicizzazione era un affare che interessava solo l’algoritmo di QUEL motore di ricerca, e i professionisti dell’ottimizzazione – i SEO, li ricordate? – erano quindi nati per massimizzare l’interazione tra quell’algoritmo, quell’archivio, e i documenti prodotti dalla fonte che si voleva valorizzare – il sito web, per chi fatica a seguirmi.
Ecco, ma oggi le cose sono meno semplici di così.
Intanto per cominciare perché sarebbe impensabile omettere che ciascun social media ha un PROPRIO algoritmo di archiviazione delle informazioni e dei contenuti ivi ospitati.
Quindi l’indicizzazione che potrebbe interessare non si limita al solo Google, il caro vecchio motore di ricerca di documenti testuali redatti in HTML.
Ma ancora è poco, se l’intera galassia social vi sembra poco.
Oggi circola per la rete una PLETORA di bot che alimentano un flusso senza fine di scambi di informazioni animati da quella che ci piace definire Intelligenza Artificiale.
La AI. Intendiamoci, anche quella di Google era una forma di intelligenza artificiale, e i SEO si occupavano PROPRIO di cercare di capire come funzionasse, tale intelligenza, per manipolare la famosa indicizzazione che avevamo descritto poco sopra – ovvero l’indicizzazione di una pagina web ma soprattutto il suo POSIZIONAMENTO all’interno dei risultati di ricerca sulla chiavi di ricerca ritenute più propizie.
Quindi torniamo al titolo di questo post.
Siamo nel 2025.
I contenuti del tuo progetto digitale sono INDICIZZATI sulle piattaforme a partecipazione sociale – i SOCIAL MEDIA?
I tuoi contenuti sono INDICIZZATI dai bot delle AI che offrono risposte a milioni di persone ogni giorno?
Il tuo traffico web, la notorietà del tuo progetto e del tuo brand, e in ultima analisi il tuo successo pubblico viene influenzato massicciamente non tanto e non solo dal posizionamento che hai su Google come principale motore di ricerca, che rimane senz’altro una fonte ineliminabile e preziosa.
In un web policentrico è la capacità di infiltrazione dei tuoi contenuti all’interno di un vasto insieme di fonti di traffico diverse, e la loro indicizzazione in connessione a keywords e nuclei semantici coerenti ed adeguati, che ti permette di sopravvivere, in termini di visibilità e traffico, e rimanere rilevante nel tuo settore di attività.
L’indicizzazione diffusa, la Widespread Indexing, in altri termini, è GIA’ un posizionamento digitale prezioso, insostituibile se si vuole prosperare in una rete ormai mastodontica e dominata da algoritmi ormai molteplici, intelligenti e tremendamente pervasivi.