Quali sono i loghi più costosi di sempre
Insieme a nome e slogan, il logo è uno degli elementi fondamentali della brand identity. Non sorprende quindi che le società più famose al mondo abbiano pagato cifre esorbitanti per l’ideazione di una nuova grafica o il restyling di quella già esistente. Nella classifica dei loghi più pagati di sempre ci sono aziende famosissime e altre insospettabili: a far salire vertiginosamente il prezzo, però, spesso è anche il prestigio degli studi di comunicazione a cui si sono rivolte.
Tranne casi fortunati come quello del celebre baffo della Nike, realizzato nel 1971 da una studentessa americana e costato solo 35 dollari, un’operazione di rebranding può arrivare a costare milioni. Stando ai dati di Business Insider, le cifre in gioco sono davvero importanti, quando si è ai vertici del sistema produttivo. Vediamo alcuni tra i loghi più pagati di sempre e scopriamo come è avvenuto il processo creativo.
Il logo delle Olimpiadi di Londra è costato 400.000 sterline
Per le Olimpiadi di Londra del 2012, il comitato organizzatore ha commissionato il progetto al celebre grafico Wolff Olins. L’operazione, iniziata ufficialmente nel 2007, è costata l’equivalente di oltre mezzo milione di euro, con un risultato decisamente pop, in perfetto stile Anni Ottanta, giocato sui colori del rosa shocking e del giallo. Il logo, ça va sans dire, non è piaciuto a tutti: ma in alcuni casi è proprio la controversia ad aumentare la popolarità di un lavoro grafico.
Il logo della NBC (circa 1 milione di dollari)
In occasione del suo 50esimo anniversario, nel 1976, la televisione americana NBC ha chiesto allo studio Lippincott e Margulies di disegnare un nuovo logo. Il costo del lavoro, corrispondente a circa 875.000 euro, ha suscitato un certo scalpore: nessuno aveva mai speso così tanto. Inoltre, il nuovo logo assomigliava a quello di una piccola televisione locale del Nebraska che l’aveva fatto realizzare anni prima spendendo 100 dollari. La semisconosciuta tv ha deciso così di far causa alla NBC, costretta poi a pagare un altro milione di dollari per violazione del copyright.

Quanto è costato il logo della Pepsi?
Per il restyling del suo storico logo, nel 2008 Pepsi si è affidata allo studio Arnell. Il progetto, arrivato a costare un milione di dollari, ovvero circa 875.000 euro, comprendeva un pacchetto completo di rebranding. Nel brief di 27 pagine, intitolato “Breathtaking” (mozzafiato), si spiegava la metodologia pop con cui è stato approcciato il lavoro. Il risultato finale si è rivelato molto sottile e preciso, ma è passato quasi inosservato al grande pubblico.

BBC (poco più di un milione di sterline)
All’equivalente di circa un milione e mezzo di euro, nel 1997 il celebre editore radiotelevisivo britannico ha deciso di svecchiare la sua immagine. Per abbracciare la sua nuova veste digitale, ha chiesto al grafico Martin Lambie-Nairn di rinnovare il logo, uniformando il lettering per tutti i canali. Quello precedente dava problemi di pixelazione sullo schermo, inoltre era costoso da stampare. Con la nuova versione sono state “raddrizzate” le tre lettere, andando anche a eliminare i diversi colori che le tratteggiavano.
Il logo Tropicana (35 milioni di dollari)
Un caso a parte, che merita altrettanta attenzione, è quello di Tropicana. Nel 2009 i manager del famoso produttore americano di succhi di frutta hanno deciso di mandare in soffitta il vecchio e giocoso logo con l’iconica arancia e la cannuccia a righe, per sostituirlo con uno stile più moderno e lineare. Tutta la nuova campagna, costata 35 milioni di dollari (circa 30 milioni di euro) e realizzata dall’ormai defunta agenzia Arnell, si è rilevata però un flop. Come per il caso della NBC, il risultato del costoso rebranding ha causato un altro costo, equivalente alla perdita di 30 milioni di fatturato. I consumatori non si riconoscevano più nel nuovo logo, messo in verticale e meno eye-catching del precedente.

Il prezzo del logo Accenture: 100 milioni di dollari
Semplice ed efficace: così appare il logo di Accenture, rinnovato nel 2000 da Landor Associates. Lo studio ha aggiunto un piccolo elemento grafico sopra la “t”, una “>” che idealmente punta verso il futuro. Il testo in minuscolo simbolizza inoltre l’apertura dell’azienda verso il pubblico. Il costo del progetto è decisamente meno minimalista: ben 100 milioni di dollari, corrispondenti a circa 88 milioni di euro.

BP (211 milioni di dollari)
Tra i loghi più pagati di sempre non può mancare quello dell’azienda petrolifera BP. Anche in questo caso è stato lo studio Landor Associates a occuparsi del restyling. Dallo scudo verde si è passati a un più rassicurante girasole in verde, bianco e giallo, la cui forma ricorda anche il disegno ovale realizzato da Michelangelo per il pavimento della Piazza del Campidoglio. Le modifiche sono state piuttosto corpose, per rivoluzionare completamente l’immagine del marchio e riflettere una maggiore attenzione della multinazionale nei confronti dei temi ambientali.

Dall’elenco dei loghi più pagati di sempre emerge chiaramente quanto sia importante il rinnovamento grafico per un’azienda. Occorre rivolgersi a professionisti della comunicazione, scegliendo chi sia in grado di garantire non solo la qualità, ma anche una certa attenzione alla cultura e alle tipicità dell’azienda. Dietro a un logo c’è molto di più.
Grazia Berva
P.S.: Se volete realizzare un logo potete contattare Web Crew scrivendo una mail a info@webcrew.it. Vi promettiamo solennemente che spenderete meno delle aziende sopra menzionate.