Facebook, papà Zuckerberg e i vaccini: quando la rete alimenta il dibattito collettivo
Quando si parla di social network come Facebook è difficile mantenere netti quei confini sottili tra gli ambiti professionali e quelli privati della propria vita. Siamo costantemente informati su quanto accade nel mondo ma anche nelle esistenze di coloro che ci circondano.
Facebook rappresenta una vera e propria rivoluzione collettiva in termini di comunicazione e informazione. Le notizie circolano con una forza e rapidità tali che spesso anche una sola affermazione espressa in un post può fare, per così dire, notizia. E questo capita anche allo stesso Mark Zuckerberg, fondatore del social network per antonomasia, diventato padre di una splendida bambina chiamata Max.
Proprio qualche giorno fa, papà Zuckerberg ha scattato una foto alla sua bimba all’interno di uno studio medico prima di effettuare un vaccino scatenando un dibattito collettivo tra like e commenti di diverso tipo. Un momento di vita familiare comune diventa così un casus belli per esprimere posizioni circa una tematica delicata come quella relativa alla consuetudine di effettuare vaccini e ai rischi ipotetici legati a questo fenomeno.

Sono contrastanti i pareri in merito agli effetti che i vaccini avrebbero sulla salute dei bambini soprattutto in merito alla relazione tra autismo e vaccinazioni. Il pubblico si divide tra posizioni favorevoli e non circa questo argomento. Da qualche anno in Italia la questione è molto sentita tanto da avviare una campagna di sensibilizzazione a favore dei vaccini. Quanto alla comunità scientifica, sebbene la maggior parte dei medici sia concorde nel ritenere sicuri i vaccini ai fini della prevenzione di una serie di patologie, esistono minoranze che collegherebbero tale pratica all’insorgenza di disturbi come l’autismo. In realtà le ricerche recenti smentirebbero questa correlazione in quanto non è stato mai evidenziato in anni di studi un legame tra vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia e disturbi che appartengono alla famiglia dell’autismo.
In ogni caso, il post in questione scritto da Zuckerberg ha ottenuto più di due milioni di like con sessantamila commenti. A completare l’immagine la seguente frase: “dal dottore, è ora di fare i vaccini!”. Il gesto di Zuckerberg se da un lato ha scatenato polemiche, dall’altro è stato particolarmente apprezzato dall’organizzazione Save the Children che da anni si occupa dei diritti di bambini e ragazzi cercando di migliorarne la qualità di vita nelle varie parti del mondo. L’organizzazione ha condiviso il post in questione anche sulla sua bacheca.
Com’è semplice intuire, sono fioriti una serie di commenti non propriamente favorevoli al gesto di Mark. Tra i commenti negativi apparsi sulla bacheca di Zuckerberg: “Ma che padre sei?” oppure “Iniettare sostanze chimiche salvavita [sic] in quella bambina! Che sciocchezze! Le sue difese naturali sono tutto quello di cui ha bisogno per sconfiggere polio e tubercolosi!”.
In ogni caso, testimonial a favore dei vaccini consapevolmente o meno, Zuckerberg ha alimentato uno scambio di informazioni e diviso il mondo della rete attraverso un solo post. Come accade per qualunque altra affermazione condivisa nello sconfinato mondo dei social network, tutto è condiviso e condivisibile ma anche soggetto ad approvazione o meno. Il tutto con un like.