La divulgazione sintetica migliora la Retention su YouTube

Ad una prima lettura il titolo di questo post suggerirebbe che le preoccupazioni intellettuali dei creatori di contenuti di altà qualità siano corrette: in un’era in cui i contenuti vengono consumati in modo magmatico su piattaforme capaci di raccogliere con costanza fonti sempre più numerose, l’approfondimento sembra essere penalizzato a vantaggio della divulgazione sintetica, quasi esiziale, in omaggio ad una spinta, che sembra venire dal pubblico, verso una semplificazione dell’informazione che, ovviamente, corrisponde ad un appiattimento e ad una volgarizzazione dei contenuti stessi, cosa che spaventa i creator più qualificati.

La verità, comunque, è più complicata di così.

L’intero processo che chiamiamo di Rivoluzione Digitale, che ha dato modo all’informazione e ai contenuti digitali di essere prodotti e distribuiti su scala mondiale, disintermediando il contatto tra i creatori e i fruitori dei contenuti informativi stessi, grazie alla Rete, ha senz’altro permesso una proliferazione incontrollata delle fonti d’informazione.

La sintesi come grimaldello della comunicazione in un’era di ADHD di massa

Tale proliferazione ha generato, inevitabilmente, una rivalutazione significativa della valuta spesa dal pubblico sulla singola fonte: l’attenzione del pubblico è oggi più che mai preziosa, ed è proprio il consumatore finale che ha imparato a spenderla in modo più oculato, tentando di evitare quei contenuti che tendono a disperdere la propria attenzione portando in cambio poco valore, in termini di informazione o di intrattenimento.

Non c’è alcun disturbo dell’attenzione di massa, quindi, ma semmai una nuova consapevolezza da parte del pubblico, che in un’era del contenuto On Demand imperante si fa selezionatore diretto delle proprie fonti, nel tantativo di consumare nel modo più oculato possibile il proprio tempo e la propria attenzione scegliendo quei contenuti che riflettano le proprie curiosità e rispondano nel modo più efficace possibile ai propri bisogni.

Vogliamo tutti quel quid che sia capace di stimolare positivamente il nostro interesse per restituirci una consapevolezza aumentata sul problema che ci siamo posti, e lo vogliamo velocemente, senza rischiare di sprecare la nostra attenzione su contenuti lenti, prolissi o noiosi, che tendano a diluire l’informazione con lo scopo di ‘pacchettizzare’ idee stranote in contenuti che promettono tanto salvo poi offrire, in effetti, soluzioni banali e stereotipate.

L’utente ha imparato ad abbandonare il contenuto alla prima avvisaglia.

Questo fenomeno, naturalmente, ha reso possibile la creazione di un dato che oggi appare centrale nell’algoritmo di un contenitore come YouTube, che fa dell’analisi del comportamento utente la pietra miliare per valutare i contenuti e stabilirne rilevanza ed utilità sul piano pubblico.

L’Audience Retention è infatti forse la metrica più importante di un social come YouTube, oggi, ed è inevitabile che i creator siano costretti a confrontarsi con il fenomeno tentando di trovare soluzioni intelligenti per migliorare le performance dei propri contenuti.

L’Audience Retention misura il tasso di abbandono del video in visualizzazione da parte degli utenti: quanti interrompono la visualizzazione dopo soli 30 secondi, quanti arrivano a metà video, quanti consumano il filmato per intero?

La Retention viene quindi utilizzata dall’algoritmo di YouTube per influenzare la diffusione del video nel pubblico della piattaforma, premiando i video apprezzati e consumati e relegando nelle posizioni meno visibili, se non del tutto inaccessibili, quei video che invece abbiano dimostrato di allontanare il pubblico velocemente, dopo pochi secondi di visualizzazione.

Bene.

In che modo l’esigenza di coltivare una buona Retention si inserisce nello scontro, più apparente che reale, tra sintesi ed approfondimento?

In realtà la risposta è abbastanza semplice per chi ha fatto della divulgazione di massa la propria professione, anche su piattaforme tradizionali come la televisione.

La capacità di sintetizzare argomenti complessi rimane un dono insostituibile per chi produce contenuti rivolti ad un pubblico di massa; e tale capacità non necessariamente preclude spazi all’approfondimento specialistico, anzi al contrario, li crea.

La divulgazione sintetica è un veicolo che può permetterci di introdurre il pubblico verso problemi complessi e argomenti stratificati, accompagnandoli verso l’approfondimento a partire però da posizioni iniziali che accomunano tutti, o comunque ‘molti’, tutti quelli potenzialmente interessati.

Il contenuto, quindi, deve partire da basi comuni, accessibili al pubblico fin da subito, e deve saper sintetizzare il percorso che intende fare e le idee che intende sviluppare lungo il tragitto, prima di addentrarsi nella materia in oggetto, consumando l’attenzione del pubblico prima di averne conquistato la necessaria curiosità.

algoritmo youtube

La sintesi è quindi un’arma seduttiva necessaria per attirare e coinvolgere il pubblico nelle primissime fasi del video, e che può comunque servire da strumento per tenere incollato lo spettatore durante tutto il percorso verso l’approfondimento.

Sintesi, quindi, non solo come capacità di ‘essere concisi’, già meritoria, ma anche come capacità di ‘riassumere in concetti semplici’ quella complessità di cui ci si vuole occupare nel video.

Che poi è il mestiere più autentico del ‘divulgatore’, che è per definizione uno che riporta al linguaggio del popolo, vulgus in latino, temi e problemi analizzati e studiati da specialisti.

Quando state realizzando un video su YouTube, quindi, utilizzate i primi 30 secondi del filmato per introdurre il pubblico, in modo puntuale, diretto, sintetico, al vostro contenuto, evitando di addentrarvi subito nei dettagli ma spendendo invece quella prima fase per riassumere lo scopo del filmato e le idee centrali che la sua fruizione potranno offrire allo spettatore.

In quei primi 30 secondi fate le vostre promesse ai vostri spettatori, con un linguaggio accessibile per tutti e senza imbellettare inutilmente il contenuto che state per proporre.

Quanto più riuscirete ad essere sintetici ed onesti, quanto più il pubblico darà seguito al vostro contenuto, addentrandosi nel filmato ben oltre la sua introduzione dei primi 30 secondi.

Se saprete abituarvi a questa prassi editoriale scoprirete facilmente in che modo la sintesi possa rappresentare un volano, una premessa insostituibile per qualsiasi approfondimento specialistico, anche in un’era di produzione e fruizione selvaggia di contenuti brevi.