Come lasciarsi su Facebook
Ai miei tempi quando ti lasciavi con la fidanzata non ti ponevi il problema di comunicarlo ‘in blocco’ a tutta la cerchia di conoscenze, strette o allargate che fossero.
Buona parte dell’ingrato lavoro avveniva automaticamente – e avviene ancora, se l’umanità è la stessa che mi ricordo io – tramite il passaparola degli amici e dei conoscenti, di lei o di lui.
Il resto, TUTTO il resto, trovava un comodo spazio in una regione particolare della tua memoria soggettiva, non troppo distante dall’oblio personale, talvolta, eppur ben radicata in quella porzione del tutto intima della corteccia cerebrale in cui releghiamo i nostri amori passati, le nostre passioni sfumate dal tempo.
Partire è un po’ come morire, come noto; e un tempo lasciarsi aveva lo stesso gusto amaro e sapido di una vera e propria dipartita, perché eri costretto ad impacchettare tutti i ricordi – che non vanno via di certo – per poi conservarli lontano dal cuore, ben serrati in un cantuccio del cervello che fosse davvero a prova di emozione.
Ma il senso dell’oblio era se non altro una componente del tutto soggettiva che ciascuno poteva regolare a suo piacimento, secondo le proprie sensibilità; la capacità di dimenticare e di farsi dimenticare dal partner si innestava sulla ‘rottura’ in modo automatico, anche se doloroso.
L’oblio non era affatto l’anticamera del ‘per sempre’ – o meglio del ‘mai più’.
Quanti avranno avuto coppie di amici che hanno passato anni a lasciarsi e rimettersi insieme, alternando periodi di allontanamento a fasi di riappacificazione.
L’oblio, in amore, è sempre stato una declinazione particolare della memoria, e non esattamente una sua negazione completa e definitiva.
Ma cosa accade oggi a quanti decidono di lasciarsi, eppur si ritrovano fin dal primo minuto avviluppati nelle decine di reti virtuali che costellano la nostra esistenza quotidiana?
Dai gruppi WhatsApp fino al profilo Facebook personale, dove immancabilmente la coppia scoppiata dovrà dare notizia della rottura; anche qui, nel bene o nel male, il nostro io digitale è chiamato a confrontarsi pubblicamente con le proprie scelte sentimentali, patendo spesso un carico emotivo supplementare in un momento che per molti – i lasciati, ad esempio – non è proprio dei migliori.
Per rispondere a questo disagio è intervenuto il Breakup Team, una particolare squadra di sviluppatori Facebook facente parte del ben più noto Facebook Compassion Team.

Emily Albert e il suo team hanno confezionato un percorso che fosse in grado di rendere meno traumatiche e più sopportabili le separazioni all’interno di Facebook, rispettando le idiosincrasie tra gli ‘ex’ ma pur tuttavia provando a preservare quel particolare senso di oblio reversibile che si usava ancora applicare nella vita reale, almeno nel Novecento.

Perché naturalmente due che si lasciano potrebbero arrivare facilmente ad interrompere del tutto ogni legame su Facebook, rimuovendo il contatto reciproco. “Rimuovendo l’amicizia“, come spesso si usa fare in effetti con le persone meno gradite.
Ma tagliare i ponti con il proprio passato sentimentale è un’operazione particolare, appunto, che non si sposa facilmente con la freddezza binaria di un software come Facebook, in cui o ci si ama o non ci si incontra affatto, volendo.
Proprio come nella vita reale, quindi, il BreakUp Team ha pensato di offrire agli iscritti una serie di soluzioni intermedie che potessero restituire privacy agli ‘scoppiati’, pur mantenendo formalmente intatto il grafo sociale di relazione che qualsiasi coppia ha costruito durante la propria storia, anche, su Facebook.com.

I Tools di Ease the End of Relationships sono opzioni particolari che forse anche qualcuno tra i lettori riterrà opportuno utilizzare, suo malgrado, quando si troverà di fronte all’amara necessità di modificare il proprio status sentimentale su FB.

In primo luogo possiamo scegliere di visualizzare con meno frequenza il nome e i contenuti del nostro ex.
Le sue azioni non ci verranno proposte nel News Feed, come probabilmente avveniva spesso fino alla rottura, e il suo nome non ci verrà proposto nel prompt che facilita il tagging di amici e contatti.

Un secondo passaggio prevede la possibilità di limitare, al contrario, la visualizzazione dei nostri contenuti ai nostri ex, senza ovviamente ‘bloccarli’ del tutto, e senza avvisarli nel dettaglio, ma semplicemente sottraendo i nostri contenuti alla loro vista, con l’eccezione dei contenuti condivisi pubblicamente urbi et orbi, che ovviamente rimangono consultabili per chiunque.

In ultima istanza Facebook ci permette di andare a modificare i post del passato in cui eravamo taggati con i nostri ex, permettendoci di rimuovere i tag o anche di modificare le impostazioni sulla privacy dei vari contenuti, fino a trasformarne la consistenza e ad avvicinarli, in qualche modo, a quel pozzo della memoria che ci piace continuare a chiamare oblio, anche in ambito digitale.

Ricordi accessibili solo agli ex amanti, quindi.
Istantanee di amori perduti tra le pagine virtuali del Grande Diario Blu in cui appuntiamo quotidianamente la nostra vita, quel Facebook.com che tutto fagocita e tutto conserva; e che ci accompagna sempre, malgrado tutto.
