Cosa sono i dati strutturati e come possono aiutare il tuo posizionamento su Google
Hai un obiettivo di ranking? Allora i dati strutturati sono una priorità. E’ lo stesso Google a consigliarne l’uso, sottolineando come migliorino il posizionamento dei siti che li inseriscono. Da qualche anno a questa parte i SEO specialist più professionali lo fanno, come testimoniato dalle molte rich snippet che popolano la prima pagina delle SERP. Ecco nei dettagli perché hanno ragione.
Che significa dati strutturati?
Nulla di troppo difficile: i dati strutturati sono dei classificatori su base semantica di un contenuto presente sulle pagine web. In pratica, permettono di distinguere la natura e le caratteristiche di tale contenuto per capire cos’è realmente e inserirlo nella giusta categoria. Un evento, una persona, un albergo, una borsa, una ricetta, un’attività commerciale sono tutti esempi di soggetti che possono essere classificati senza problemi dal motore di ricerca grazie ai dati strutturati.
Per evitare malintesi fra webmaster da una parte e Google dall’altra, i dati strutturati vengono rappresentati tramite una codifica standardizzata, ossia un formato. I principali sono tre: RDFa, Microdata and JSON-LD, di cui il più usato è Microdata. Tutti sfruttano lo sterminato database di schema.org, anche se in modo lievemente diverso. Microdata è codice HTML, JSON-LD è uno script. In comune hanno lo schema gerarchico, che assegna un tipo – evento, prodotto, luogo, etc. – descritto con proprietà e valori.
Perché i dati strutturati migliorano il ranking?
Utilizzare i dati strutturati offre un duplice vantaggio in termini di posizionamento di un sito. Primo, aiutano Google a categorizzare le pagine in modo corretto e preciso. Se prima infatti per il motore di ricerca era difficile capire se l’esimio – e fantomatico – paleontologo Leone Rosso era una rarità zoologica o cos’altro, ora grazie al type Person e alle varie proprietà elencate, l’algoritmo comprende subito chi è, la sua professione, dove vive e quant’altro. La seconda ragione che lega i dati strutturati al posizionamento dei siti nelle SERP deriva dal fatto che gli utenti possono comprendere al volo su quale risultato cliccare grazie ai rich snippet. Ognuno di essi è formato dai soliti metadati titolo e descrizione e in più altre informazioni esplicative, in particolare un’immagine, la valutazione degli utenti – se la categoria la contempla -, la localizzazione, i prezzi se si tratta di un ristorante, uno spettacolo, un hotel o un prodotto.

Le rich snippet insomma sono utili e invitanti. Le statistiche parlano chiaro, queste presentazioni alzano in modo consistente il CTR. Nel caso ad esempio di ecommerce e strutture ricettive come non approfittarne? Tanto più che diversi competitors lo fanno…
L’unico svantaggio dell’inserimento dei dati strutturati è il rendere più complesso il lavoro di webmaster e SEO specialist, pur con l’ausilio dei vari plugin che automatizzano almeno in parte l’operazione. Ma ne vale la pena. Fallo anche tu, oppure contattaci e metteremo a tua disposizione la nostra professionalità.