Google supererà Apple diventando la società con la più alta capitalizzazione di mercato al mondo?
La capitalizzazione di mercato (capitalizzazione azionaria o capitalizzazione di borsa) è un dato molto semplice ma di grande impatto, anche pubblico, ottenuto moltiplicando il numero delle azioni di una società quotata per il prezzo di mercato di ogni azione.
Quando nel 2011 Apple ha superato Exxon Mobil divenendo la società con la più alta capitalizzazione di mercato al mondo il sorpasso ha naturalmente fatto scalpore e contribuito a plasmare il mito Apple e, naturalmente, quello personale del suo fondatore.

Apple ha continuato a dominare incontrastata la classifica delle società con più alta capitalizzazione arrivando fino al record storico di 775 miliardi di dollari (strappando il record alla rivale Microsoft).
Alla chiusura della seconda trimestrale del 2015 Apple aveva una capitalizzazione di 722.576,9 miliardi di dollari, Google di 333.997,7 miliardi dollari, quinta al mondo dietro Microsoft, Exxon Mobil e Berkshire Hathaway. Il sorpasso era difficilmente ipotizzabile.
Invece quello che è accaduto nei mesi scorsi è che la forbice è andata via via restringendosi. Ieri Alphabet, il conglomerato di società con cui Google ha riorganizzato la propria struttura a ottobre 2015, ha raggiunto una capitalizzazione di mercato di 504.6 miliardi ed Apple, che è scesa a 557,5 miliardi, non è più così lontana. Alphabet in questi mesi ha del resto superato Apple in un’altra classifica, probabilemente più rilevante ma forse di minore impatto mediatico, quella delle società con maggiore valore d’impresa.
Senza dubbio un secondo sorpasso avrebbe un valore simbolico significativo e premierebbe la politica di Google di maggiore trasparenza e apertura ai mercati concretizzatasi proprio con la transizione ad Alphabet. La riorganizzazione della compagnia permette infatti agli investitori di analizzare più nel dettaglio gli investimenti di Google separando i ricavi della compagnia principale, il Google che conosciamo tutti, da quelli derivanti dalle altre società di Google.
In questo modo gli investitori, ma anche gli appassionati, possono conoscere più da vicino anche i progetti secondari di Google, che sono quelli che spesso fanno più notizia ed impattano sulla percezione del brand (basti pensare ai cosidetti ‘moonshots‘, le macchine che si guidano da sole e gli altri progetti futuristici di Google X).
Cosa sta succedendo invece alla Apple? I ricavi della compagnia di Cupertino negli ultimi mesi sono stati veramente notevoli, talvolta impressionanti, e sono stati confermati anche dalla trimestrale presentata ieri. Comprendere cosa stia facendo sorgere qualche dubbio agli investitori non è facile e bisogna comunque tenere presente che le dinamiche dei mercati non sempre sono trasparenti e chiaramente decodificabili.
L’unica reale flessione significativa che ha mostrato Apple è quella nell’incremento delle vendite di alcuni suoi prodotti di punta, l’iPhone in testa. Ed i risultati di questo primo trimestre 2016, che Apple considera iniziare alla fine dell’anno precedente, confermano anche questo trend. Le vendite dell’iPhone si stanno stabilizzando è quindi possibile che si stia diffondendo un certo ragionevole scetticismo sul fatto che Apple sia in grado di tirare fuori dal cilindro un altro prodotto importante quando il mercato degli iPhone diverrà saturo, saturazione del mercato che sta avvenendo in questi mesi. Gli incassi record potrebbero quindi essere legati al boom delle vendite mentre la discesa del valore delle azioni allo sguardo sul medio periodo.
Apple – sembra essere questa la spinosa domanda – è troppo legata all’andamento delle vendite di iPhone?
Anche la più ricca società del mondo della digital economy ha i suoi problemi.