L’algoritmo di Meta Andromeda che sta rivoluzionando i Facebook Ads

Da luglio 2025 Meta ha lanciato un grosso aggiornamento al suo algoritmo di gestione della distribuzione delle inserzioni pubblicitarie sulle sue piattaforme, ovvero su Facebook e su Instagram.

Meta Andromeda sta letteralmente rivoluzionando le best practices impiegate dalle agenzie di advertising negli Stati uniti, dove la reazione agli update è più rapida e pedissequa; ma naturalmente se ne inizia a parlare anche qui da noi, dove comunque abbiamo diversi ottimi professionisti, ed agenzie che gestiscono budget di spesa più che cospicui.

Tra gli addetti ai lavori, ovviamente, ci sono pareri contrastanti.

Proviamo qui a spiegare con parole semplici cosa è cambiato e come conviene reagire, anche se si gestiscono piccoli account pubblicitari con budget normali.

La AI che automatizza il targeting pubblicitario

Uno dei compiti dell’aggiornamento Andromeda di luglio è quello di potenziare di molto la capacità della piattaforma pubblicitaria di Meta di individuare il miglior target per un determinato annuncio, svincolando l’inserzionista dal dover selezionare singolarmente il target in base alla propria esperienza e alle proprie intuizioni.

Questo dovrebbe permettere una fruizione ottimizzata della piattaforma pubblicitaria anche per tutti quelli che non hanno particolari competenze in advertising, e che quindi non avevano realmente le capacità di segmentare al meglio i propri target pubblicitari tramite la vecchia gestione ‘manuale’ delle inserzioni (che era comunque stata già affiancata con diversi sistemi di automazione, di cui la più nota è Advantage+, ancora attiva).

Detto in altre parole, Facebook Andromeda promette di utilizzare il machine learning gestito dalla AI per selezionare il target migliore per le tue campagne pubblicitarie, permettendoti di disinteressarti quasi del tutto di studiare il tuo target per avere performance migliori dai tuoi annunci.

Sembrerebbe meraviglioso, sulla carta, ma naturalmente gli advertiser più esperti hanno già individuato i limiti di questa narrazione, e non mancano letture catastrofiste di questo update di luglio.

La perdita del controllo sul targeting

Affidarsi ad Andromeda significa, in buona misura, abdicare al controllo che si aveva sulla selezione del proprio targeting pubblicitario.

Rimangono naturalmente alcuni dati demografici su cui agire; ma in ampia parte Facebook spinge, con questo update, a sottrarre il controllo sul targeting dalle mani degli inserzionisti, chiedendo loro di ‘fidarsi’ della propria AI interna per selezionare il giusto pubblico pubblicitario.

Quindi? Meno lavoro per fare ads?

E’ proprio su questo punto che invece si scopre che, al contrario, per far funzionare Facebook Adromeda al meglio occorre spostare il lavoro che prima si faceva nella selezione del targeting e nella segmentazione del target pubblicitario, magari con l’attivazione di più campagne contemporanee, verso un lavoro creativo molto più intenso nella creazione dei contenuti pubblicitari che faranno da veicolo delle varie inserzioni.

Detto in altre parole: occorre creare molti più annunci e molti più contenuti pubblicitari DIVERSI, anche per lo stesso prodotto, per permettere ad Andromeda di ottimizzare il funnel pubblicitario in nostro favore, restituendoci quei risultati che prima ottenevamo con la segmentazione del target agendo ora invece con la differenziazione del messaggio pubblicitario.

Sarà la AI ad offrire ciascun tipo di annuncio – immagini, video, testi, varianti – al giusto utente, utilizzando il machine learning per stabilire quale ads funziona meglio e con chi.

Ma se noi non realizziamo un ampio set di creatività Andromeda non potrà ottimizzare la campagna nei vari rivoli dell’immenso funnel garantito dalle piattaforme Meta, e le prestazioni delle campagne risulteranno quindi deludenti.

Meno focus sul targeting = più impegno nelle creatività

Le agenzie di advertising dovranno pertanto allestire campagne Facebook Ads con parametri meno strutturati dal punto di vista del target.

Contemporaneamente, però, si dovrà essere pronti a realizzare campagne molto più ricche dal punto di vista del numero di creatività coinvolte, tanto dal punto di vista del contenuto visivo, immagini e video, quanto per quel che riguarda la differenziazione del testo pubblicitario, che dovrà essere variato sui vari annunci permettendo alla AI di servire l’annuncio più adeguato ad ogni tipo di consumatore (l’utente che clicca sui testi lunghi, quello che clicca sui testi corti ed interattivi, l’utente che apprezza le foto e le immagini statiche, quello che guarda i video etc etc).

Si parla di campagne ads che abbiano anche DECINE di diverse VARIANTI di annuncio per un singolo prodotto, dove ciascuna variante di messaggio abbia caratteristiche diverse per poter raggiungere il target più adeguato in base alle preferenze – e alle abitudini di navigazione – del singolo utente Meta.

Quindi, a vederla da vicino, si tratta di un lavoro tutt’altro che amatoriale.

Se Andromeda rende infatti più facile il lavoro di targetizzazione delle campagne pubblicitarie, sostanzialmente chiedendo all’inserzionista di fidarsi della AI interna, dall’altra parte per ottenere il massimo dal sofisticato update realizzato da Meta occorre iniziare a strutturare campagne pubblicitarie che siano creativamente ricche e assolutamente professionali, dal punto di vista del set di annunci che si vorranno far competere all’interno di ciascuna singola campagna pubblicitaria.

Meta Andromeda in estrema sintesi

Meta Andromeda nell’aggiornamento di luglio 2025 ci chiede di fidarci della sua AI interna e di delegare al suo algoritmo la determinazione del nostro target pubblicitario.

Avremo MOLTO meno lavoro ‘tecnico’ da fare, per avviare una campagna Facebook Ads.

D’altra parte, però, se vogliamo davvero che le performance delle nostre campagne siano altrettanto ottimizzate, proprio in virtù dei funzionamenti interni dello stesso algoritmo, DOBBIAMO essere disposti a produrre MOLTE creatività differenti per garantire alla AI di poter servire a ciascuno il formato di annuncio più performante, permettendno al sistema di funzionare al meglio.

Solo se diamo alla AI un ampio set di annunci diversi questa potrà servire ciascuno di essi al giusto utente, ottimizzandone la resa in base al comportamento utente da lei analizzato.

Più lavoro per i creativi, meno lavoro, molto meno lavoro, per i tecnici e per gli analisti.