Dalla teoria alla prassi: il Digital marketing operativo
Molto spesso negli ambienti dei consulenti di marketing ci si riempie la bocca di parole, gonfiando le orecchie dei potenziali clienti di un lessico d’accademia altisonante e tendenzialmente anglofilo, salvo poi ridurre l’apporto effettivo a qualche mero studio di settore, più o meno declinato in grafi, previsioni, segmentazioni dei target, ed altri dati più o meno credibili che dovrebbero orientare le azioni concrete delle aziende clienti, lasciate poi sole ad agire nell’arena digitale.
Senza nulla togliere alle analisi strategiche e alla loro eventuale rilevanza operativa, se fatte a regola d’arte, da più di un quindicennio sappiamo bene che non esistono dati migliori di quelli che solo la pratica effettiva e il testing concreto possono offrire, e che non c’è modo migliore per analizzare il mercato digitale se non quello di costruire materialmente quelle strutture operative che possano, nella misura del possibile, dare esiti concreti alle aspettative di crescita dei nostri interlocutori.
In parole poverissime, quindi, le teorie di marketing pesano molto meno degli strumenti concreti che siano in grado di agire nella costruzione effettiva di percorsi di crescita della visibilità, e in ultima misura stimolare flussi di vendita materiale da parte delle aziende che vogliono promuoversi online.
La teoria, pur preziosa, è meno efficace della pratica, dell’esperienza sul campo, e se si vuole persino della fatica e dell’olio di gomito indispensabili per emergere in un’arena digitale tutt’altro che sgombra di competitors, in ormai qualsiasi settore dell’economia.
Ma c’è di più.
Lo iato tra il lessico del marketing e le prassi d’agenzia, con tutti i costi strutturali ed occulti di cui molte agenzie tradizionali sono gravate, danno vita spesso a ‘pacchetti’ di crescita in cui, all’ombra di paroloni inglesi impiegati per costruire una supposta autorevolezza professionale, si nasconde l’impotenza produttiva di gruppi di lavoro spesso inadeguati a far corrispondere, a fronte delle aspettative generate nei prospect, il giusto sforzo di produzione che possa davvero incidere nell’arena digitale, dove spesso servono anche dei ‘muscoli’ editoriali tutt’altro che indifferenti per costruire un pubblico sufficiente per innescare percorsi di conversione adeguati al caso.
Le azioni necessarie per tradurre in pratica le strategie di crescita richiedono il lavoro coordinato di redattori, advertiser, creativi di vario genere, per non parlare del contributo diretto di specialisti seo e web editor capaci di costruire materialmente le landing di vendita del sito.
Un percorso di crescita deve pertanto essere pianificato da figure senior in grado di prevedere gli esiti delle azioni in programma e garantirne l’erogazione secondo una tabella di marcia che sia coerente con le aspettative di sviluppo generate nel cliente, che deve poter veder crescere la sua property digitale secondo ritmi prestabiliti.
Il team operativo, in poche parole, segue urgenze e piani di lavoro tutti orientati alla costruzione diretta dei canali di marketing, e può crogiolarsi ben poco all’ombra dei fiumi di parole che gli analisti spesso accumulano per giustificare le loro parcelle.
Ogni ora di lavoro conta, per chi fa digital marketing operativo, ogni contenuto, ogni metrica pubblicitaria, ogni goccia di lavoro deve tradursi in azioni concrete volte ad ottenere i risultati sperati, e di spazio per le supercazzole da markettari ne rimane davvero poco.
La verità è che per ‘vendere il digital marketing operativo‘ occorre costruire un gruppo di lavoro che sia davvero ottimizzato per PRODURRE materialmente gli strumenti indispensabili per fare concretamente operazioni di marketing in ambiente digitale.
E se hai un gruppo di lavoro che può fare questo te ne freghi di vendere decine di ‘analisi’ piene di paroloni, o di erogare ‘consulenze‘ tutte strategiche, che poi però lasciano il cliente alle prese con piani di sviluppo quasi impossibili da mettere in atto sul piano pratico, salvo mettere le mani a budget spesso improbabili per l’interlocutore finale della suddetta consulenza.
Per carità, non c’è niente di male nell’offrire un servizio consulenziale volto a chiarire sul piano teorico – supportato da analisi puntuale ed esperienza sul campo – quali sarebbero le mosse più opportune per promuovere un dato prodotto, far emergere una determinata azienda, ottimizzare la crescita di un particolare canale social.

Le facciamo anche noi di Web Crew le consulenze, e non vogliamo certamente svalutare quel tipo di consulti ad hoc che spesso i clienti ci chiedono per verificare le loro ipotesi, correggere le direzioni già intraprese o persino fluidificare i processo in atto, migliorandone la resa.
Talvolta consultare un professionista è la chiave di volta per individuare errori o acquisire spunti preziosi, e va benissimo quindi rimanere sul terreno analitico e teorico se poi ci sono già in essere percorsi di emersione gestiti, per fare un esempio, da risorse interne all’azienda, o anche da altri professionisti di fiducia a cui si è già delegata la parte ‘muscolare’ del piano di internet marketing.
Ma per moltissimi dei nostri prospect, in effetti, ciò che conta davvero non è da cercarsi nelle analisi di mercato più sopraffine, o nelle consulenze dettagliate, cariche di grafi, linee curve e lemmi di settore, ma poi prive di esito concreto sul piano della realtà quotidiana.
Ai nostri prospect manca quasi sempre un gruppo di lavoro che sia in grado di tradurre in realtà concreta quei piani di crescita digitale che possano davvero fare la differenza, dando esito in aumenti tangibili della visibilità pubblica e nell’attivazione di flussi di generazione dei lead e in ultima analisi di vendita di servizi o prodotti a partire dal contesto digitale.
Gente, insomma, capace di lavorare concretamente online per dare corpo alla presenza digitale dei propri clienti ed esporli quotidianamente al contatto con il proprio target di riferimento, rendendo pubblica la loro peculiare offerta commerciale a quante più persone possibile, tramite i diversi canali oggi disponibili per fare marketing sulla Rete.
Maestranze ed operai della comunicazione digitale, quindi, e non teorici d’accademia, carichi di parole ma vuoti d’esperienza concreta, o peggio ancora agenzie-boutique, pregiatissime nella confezione di pacchetti ma poi letteralmente congestionate nella formulazione di soluzioni concrete, con costi accessibili ed adeguati, che troppo spesso si rivelano essere dei veri e propri ‘carrozzoni’ incapaci di raggiungere quell’impatto che sarebbe davvero indispensabile per garantire la conversione concreta delle aspettative stimolate in fase di pianificazione strategica, perchè gravate da costi e workflow operativi inadeguati a sostenere le metriche promesse.