Il lato oscuro del web marketing

26 luglio 2010 - Pubblicato da Alka in Comunicazione

Dopo alcuni post scritti per sottolineare l’importanza di operazioni di social media marketing, e di web marketing in generale, per un progetto su internet, è importante sottolineare un aspetto più delicato dell’argomento.
Gran parte delle campagne di web marketing hanno come obiettivo il posizionamento sui motori di ricerca. Il tentativo è quindi quello di alterare il posizionamento naturale di un sito web per favorire il sito del cliente o il proprio sito. Fare web marketing significa conoscere l’algoritmo d’indicizzazione dei motori di ricerca per “forzare” le serp.

Il rischio è quindi quello che per alcune parole chiavi non siano i risultati realmente più rilevanti ad uscire per primi ma quelli dei siti che hanno pagato per ottenere le prime posizioni.

E’ bene sottolineare che per far apparire il proprio sito nelle prime posizioni (non tra i risultati sponsorizzati) non basta pagare un buon ma Seo ma serve un sito di qualità nella realizzazione e nei contenuti. Detto questo credo sia incontestabile che molte serp siano fortemente influenzate dal web marketing.
Il rischio è quello di depotenziare l’efficacia dei motori di ricerca, strumenti senza i quali è ancora oggi difficile pensare internet.
Credo sia esperienza comune fare una ricerca su Google e ottenere risultati non soddisfacenti. Uno dei motivi, non il principale probabilmente, è che molti siti sono stati “pompati” e spinti in cima ai risultati da qualche Seo se non da qualche spammer.
I siti che non meritano di essere in cima alle serp prima o poi crollano, dirà qualcuno. Vero, sicuramente. Ma un sito, per esempio, che meriterebbe l’undicesima o la tredicesima posizione ha possibilità di andare di terza, in seconda o in prima solo grazie al web marketing? Io credo proprio di sì.
Che fare?
Beh, non fare più web marketing è utopia tanto quanto far fare web marketing ad ogni sito. Altri modi di approcciare ad internet, come i social, sono i ben venuti, ma su questo punto non risolvono il problema.
Io proporrei di puntare molto sui Seo; un Seo professionista dovrebbe avere, come molte altre altre professioni, una deontologia professionale. Non credo infatti sia il caso di accettare ogni lavoro. Evitiamo di posizionare mega-aziende per chiavi non inerenti o comunque di interesse, come si diceva un tempo, “sociale”. Orientiamo i clienti verso le parole e le posizioni che è più giusto occupino.
Tempi di crisi certo, e rifiutare un lavoro è cosa dura, capisco.

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Commenti

Secondo me avere una deontologia professionale significa proprio saper rifiutare un cliente: in questo senso l’internet marketing ‘buono’ è proprio quello che non ‘forza’ i motori di ricerca ma li educa e li aiuta nella scansione e nella comprensione dei vari siti, ‘per quello che sono e per cosa rappresentano’.

Ci si lamenta tanto delle serp di Google perchè la prima pagina è corta, ma alla fine è pur sempre un algoritmo eccezionale.

Concordo sul fatto che certamente fare marketing online senza avere una forte base seo è perfettamente inutile, se non dannoso.

Oltre ai veri spammer (cioè quelli che usano bot e cose simili) moltissimo ‘spam’ è generato proprio dai ‘marketers’ privi di coscienza e di conoscenza: certamente non ci assomigliano nemmeno alla lontana.

:)

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